(escluso il territorio italiano)
Il codice, "l’ultima creazione veramente straordinaria della miniatura ferrarese", fu commissionato dal duca Alfonso I al miniatore Matteo da Milano. Appartenuto alla Biblioteca modenese fino al 1859, fu asportato dagli Estensi (assieme alla Bibbia di Borso e al Breviario di Ercole, con i quali costituiva una trilogia di capolavori miniati di assoluta eccellenza) e conservato come patrimonio della casa d’Austria-d’Este nell’esilio di Vienna; il corpo del manoscritto, privato delle 14 miniature di Zagabria, fu acquistato sul mercato antiquario dal collezionista armeno Gulbenkian per la sua Fondazione, ora a Lisbona.
Matteo da Milano fu il più dotato miniatore della corte ferrarese del primo Cinquecento e realizzò gli ultimi grandi cimeli per gli Estensi. Già apprezzato allievo del Bramante e di Birago presso la corte milanese di Ludovico il Moro, nel 1502 fu chiamato a Ferrara per decorare prima il Breviario di Ercole, poi l’Offiziolo di Alfonso e il Messale del cardinale Ippolito. A Ferrara integra la sua formazione lombarda con le grandi lezioni degli artisti di Leonello e di Borso e, attento osservatore della nuova esperienza figurativa dureriana, diviene l’interprete principale di un più moderno linguaggio decorativo. Squisito partecipe dell’ultima grande stagione dell’età aurea della miniatura, realizza opere di eccelso valore che lo collocano sul piano dei maestri franco-fiamminghi.
Unica e irripetibile in 999 esemplari numerati e certificati, è il frutto di un progetto di restauro culturale. L’obiettivo indicato dal Ministero dei Beni Culturali, che ha promosso e sostenuto l’edizione, è stato quello di riportare all’integrità originale, e con omogeneità cromatica e compositiva, un’opera frammentata e dispersa, per ricomporre nella Biblioteca Estense, dopo un secolo e mezzo, il più famoso trittico della miniatura e proporre ai collezionisti l’unicum di Alfonso d’Este. Il volume di commentario di 288 pagine contiene la trascrizione integrale del manoscritto e i saggi di Ernesto Milano, Sanja Cvetnic, Manuela Fidalgo, Paola Di Pietro Lombardi e Giancarlo Malacarne.